1 5

Parchi Letterari in Italia: i più belli

/pictures/2018/06/04/parchi-letterari-in-italia-i-piu-belli-1409561774[961]x[401]780x325.jpeg Shutterstock
Nei Parchi Letterari italiani è possibile visitare i luoghi descritti dai grandi scrittori e vivere quelle sensazioni, quegli stessi panorami, palazzi, suggestioni, suoni o gusti propri di un’opera letteraria letta sui banchi di scuola o riscoperta dopo anni

Parchi Letterari in Italia: i più belli

Una gita su “quel ramo del lato di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi” fino a Pescarenico, nel convento di padre Cristoforo, sulle tracce dei personaggi manzoniani oppure sulle spiagge degli “Ossi di seppia” per una bellissima passeggiata lungo i terrazzamenti del Parco Letterario Eugenio Montale e delle Cinque Terre, è possibile visitando un Parco Letterario.
La Società Dante Alighieri e Paesaggio Italiano segnalano una ricca scelta itinerari nei Parchi Letterari italiani, alla scoperta dei luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori del nostro paese, per vivere la bella stagione tra le pagine di un libro. Città, piazze, ma anche paesaggi, campagne e quant’altro si ritrova raccontato in un testo, diventano un patrimonio culturale ed ambientale da proteggere, valorizzato e reso fruibile ai visitatori attraverso una sorta di viaggio nella letteratura e nella memoria.
Le proposte sono generose e spaziano da nord a sud Italia. Infine, all’interno dei Parchi Letterari si organizzano  eventi ideati per tutti i gusti e tutte le età

Viaggio da sola: Los Angeles

Il Parco Adda Nord e Alessandro Manzoni

Nel Parco Letterario Alessandro Manzoni e Parco Adda Nord è possibile, previa prenotazione, visitare i più famosi luoghi manzoniani che si sovrappongono ai luoghi leonardeschi del Codice Atlantico e della Vergine delle Rocce, ai navigli, il ponte di Paderno e il villaggio operaio di Crespi d'Adda Patrimonio Unesco.
Alessandro Manzoni ha ambientato sulle sponde dell'Adda pagine celebri dei Promessi Sposi, ma anche la lirica  «Adda», idillio allegorico che nel 1803 mandò al suo maestro Vincenzo Monti, invitandolo a trascorrere qualche giorno sulle rive del fiume, non lontano il borgo di Pescarenico, dove si trova il convento dei cappuccini di padre Cristoforo.  (Per info sulle visite Parcoaddanord.it e Parconazionale5terre.it

Viaggio in camper: consigli e itinerari

La Regina Margherita, Monza e il Parco Valle Lambro 

Con la reggia monzese la regina Margherita di Savoia stabilì da subito un legame profondo.
Insieme al re Umberto vi soggiornò sempre volentieri, ogni anno tra giugno e ottobre sino al 1900. Margherita rinnovò profondamente la vita della corte sabauda a Roma come a Monza, aprendola alla mondanità e alla cultura. Alla corte di Margherita in una specie di circolo o salotto intellettuale della regina, si ritrovarono filosofi, scrittori, uomini pubblici, come Terenzio Mariani della Rovere, già ministro con Pio IX e con Cavour, Ruggero Borghi, deputato della destra storica e ministro, Marco Minghetti, Presidente del Consiglio in due diversi periodi e tante tante altre celebrità del tempo.
La giovane regina era un’apparizione di bellezza e gentilezza che esercitava un profondo fascino. Nel clima di rinnovamento culturale di una Roma non più papalina, fece in modo che al Quirinale, di giovedì, nei saloni creati per le udienze ecclesiastiche, si realizzassero riunioni artistico-letterarie a cui parteciparono gli esponenti più in vista della cultura romana e italiana: D’Annunzio, Fogazzaro, Pascoli e Carducci.
Margherita amava la cultura e si dilettò nella musica. Si circondò di poeti, intellettuali e artisti che trovarono in lei una fonte di ispirazione e un modello di grazia ed eleganza. Il circolo culturale di Margherita di Savoia era aperto alle menti illuminate senza riguardo al ceto. Per questo motivo fu molto apprezzata dai poeti e questa tendenza culturale, che oggi si potrebbe definire di sinistra, alimentò sicuramente l’immaginario collettivo e fece di lei uno dei personaggi più amati dopo l’unità d’Italia insieme a Garibaldi.
E così, dopo tanti anni, Monza dà vita, attraverso una miriade di incontri culturali, al salotto letterario così tanto amato dalla regina Margherita di Savoia, amica della poesia e delle arti. 
La Valle del Lambro si presenta oggi come una sorta di lunghissima galleria verde che si imbocca a Milano e sbuca nelle prealpi. Finiti i tempi della cattiva fama che il Lambro aveva saputo spandere a piene mani attorno a sé, migliorate le acque, riaffermata quantunque in ritardo ma per questo anche con più forza l’irrinunciabilità a quel bene comune che è l’ambiente, oggi il parco della Valle del Lambro lascia a poco a poco riscoprire i suoi valori. Qui sono le ville di delizia, qui è l’archeologia industriale manifatturiera brianzola, qui i monumenti e le tracce di una storia fatta di religione, di cultura, dell’amore di letterati e poeti, qui i valori ambientali e paesistici dei laghi insubrici, delle valli scavate dagli affluenti del Lambro, delle risorgive e delle aree umide. (Per info Parchiletterari.com

Le ville storiche e gli itinerari letterari nel Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei

Dall’amor cortese dei trovatori provenzali, cantori della bellezza di Beatrice e del loro ospite Azzo VI d’Este, all’atmosfera decadente di Bruce Chatwin, insieme a Shelley, Byron e Foscolo si scoprono luoghi che ispirarono pagine ineguagliabili dei classici più amati e le lettere appassionate di poeti e scrittori romantici. Colori, sapori e profumi unici introducono ad oasi ambientali, antiche abbazie, castelli, ville, ritiri campestri e altre tappe eccellenti come la casa di Francesco Petrarca ad Arquà, ultima, amatissima, dimora del Poeta, le terme già cantate da Claudiano nel IV sec. D.C. e la Villa dei Vescovi ammirata da Dino Buzzati (Per maggiori info Parcopetrarcaedeicollieuganei.it e Parchiletterari.com

Le Terre di Dante tra la Toscana e la Romagna

Per chi desidera conoscere a fondo le città, i borghi, i luoghi vissuti dal Sommo Poeta, consigliamo di visitare il Parco Letterario Le Terre di Dante, il percorso itinerante che abbraccia un vasto territorio partendo da Firenze per arrivare a Ravenna.
Il Parco letterario mira a promuovere i luoghi incantevoli della Toscana e della Romagna resi immortali dalle opere del “padre della lingua italiana”, in questi anni celebrato in occasione del settimo centenario dalla nascita (2015) e del settimo centenario dalla morte (2021).  
Il primo mezzo di contatto con il Parco è il sito web, ricco di contenuti e funzioni: l’elenco delle località a ognuna delle quali è dedicata una pagina ricca di  informazioni; i “Viaggi di gruppo”, con una rosa di “pacchetti danteschi”; gli “Itinerari Suggeriti”, con un elenco di consigli su come trascorrere al meglio un week end nelle Terre di Dante; “Il Treno di Dante”, una tratta  ferroviaria, la Faentina, che il percorso del tempo ha voluto come collegamento tra Firenze e Ravenna, via Faenza, facilitando oggettivamente la conoscenza di buona parte dei luoghi dell’esilio dantesco (Per info Leterredidante.it)

Passeggiare sulle dolci colline di Castagneto Carducci

In Toscana “quel tratto della Maremma che va da Cecina a San Vincenzo, è il cerchio della mia fanciullezza. Ivi vissi, o, per meglio dire, errai, dal 1838 all’Aprile del 1849", scrive il Premio Nobel Giosuè Carducci. Le dolci colline, la Strada del Vino, i boschi, gli uliveti, le pinete ombrose, il canto delle cicale, le ampie spiagge su un mare cristallino, i castelli dei Della Gherardesca, sono lo scenario del Parco Letterario Giosue Carducci che caratterizza i borghi storici intorno a Castagneto Carducci, Bolgheri e Donoratico. Un ambiente preservato ove Carducci riconosceva l’essenza della natura fiera e cortese lungo il viale di cipressi più famoso d’Italia.
Lungo la Strada del Vino sono molte le aziende vinicole che aprono le loro porte per offrire la possibilità di una visita, di un assaggio di prodotti tipici e di una degustazione agli appassionati di enogastronomia, inoltre è possibile visitare il Museo Archivio Giosuè Carducci e le sale del museo che propongono un percorso attraverso immagini, poesie autografe, fotografie e cimeli vari, evidenziando i momenti della vita e dell’attività letteraria del grande autore. (Per info tel. 0565765032 e Parchiletterari.com

Tra natura e letteratura nel Parco Letterario Gabriele d’Annunzio di Anversa degli Abruzzi 

L’antico abitato di Anversa è adagiato su uno sperone roccioso, a 660 metri d’altitudine e domina l’ultimo tratto delle suggestive Gole del Sagittario, oggi Riserva Naturale del WWF. 
Attraversata dalla tortuosa strada che costituisce la cerniera naturale tra la Valle Peligna e la valle superiore del Sagittario, Anversa fu scelta da Gabriele d’Annunzio per l’ambientazione de “La fiaccola sotto il moggio”
Da sempre luogo di richiamo di letterati, botanici, artisti e viaggiatori, il paese ha fornito l’ispirazione anche a Maurits Escher che dal piccolo nucleo di Castrovalva, antichissimo borgo a 820 metri di quota, ammirava il paesaggio delle Gole fino a Cocullo, il paese cui San Domenico donò un proprio dente facendo scaturire nella popolazione una fede che ando’ a soppiantare il culto pagano della dea Angizia, protettrice dai veleni, tra cui quello dei serpenti.
Il Centro Visite delle Sorgenti di Cavuto è visitabile previa prenotazione telefonica ed appuntamento ai seguenti numeri: 349/2245766 - 340/9889930 - 366/5223169 - 329/7096816
Per info sull’Oasi WWF Gole del Sagittario telefonare allo 086449587 

Vivere la passione civile di Pasolini nell’Oasi Lipu di Ostia

Ad Ostia (Roma) troviamo il Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, il poeta amatissimo da più generazioni, e che gli amici dell’Oasi della LIPU custodiscono con grande amore e spirito civile. Il sito dove venne realizzato dallo scultore Mario Rosati, un monumento a ricordo del tragico evento che spezzò la vita di Pasolini (1922-1975), si trova in un territorio ampio e ricco di contraddizioni. Quell’opera che negli anni divenne il simbolo di un’area lasciata nel più completo abbandono, è oggi al centro di un’oasi naturale protetta di interesse internazionale (CHM-Lipu). Partendo dall’Idroscalo si attraversa la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e ci si trova al centro di realtà storiche, architettoniche ed ambientali uniche come Ostia Antica, la foce del Tevere, il borgo papale medioevale di Gregoriopoli, i villini liberty e il razionalismo di Adalberto Libera. (Per info chm.ostia@lipu.it tel. 0656188264) 

Tra le pagine del Landolfi nel borgo e nei percorsi montani di Pico

Pico, piccolo comune di circa tremila abitanti in provincia di Frosinone, e inserito di recente tra i “Borghi più belli d’Italia”, è arroccato su una collina a ridosso di monte Pota. Unire la valorizzazione del borgo di Pico alla figura di Tommaso Landolfi, la cui opera singolare è impregnata di umori, immagini, fantasie legate alla vita e ai personaggi del paese, è un volere richiamare alla memoria storica e letteraria un genio del novecento, considerato uno degli scrittori italiani di maggior rilievo del Novecento. A Pico è possibile immergersi nella natura nei nuovi Percorsi Montani, sentiero all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci, immortalati dal Landolfi nelle descrizioni delle battute di caccia che organizzava con i cugini. La parte montana si articola in 4 soste principali: Rifugio Pozzo Ranucci, Pozzo la neve, Fossa Rotonda e Valle Vona. (Per info 3496021814) 

I concerti di Vinicio Capossela in Alta Irpinia e i luoghi di Francesco De Sanctis  

I Comuni dell’Alta Irpinia e il Gal Cilsi vi invitano a visitare il Parco Letterario Francesco De Sanctis. Scrittore, critico letterario, politico, Ministro della Pubblica Istruzione e filosofo, Francesco De Sanctis fu tra i maggiori critici e storici della letteratura italiana nel XIX secolo. Lacedonia, Bisaccia, Calitri, Andretta, Guardia Lombardi, Morra De Sanctis e S. Angelo dei Lombardi sono tra i luoghi dell’Irpinia descritta in “Un viaggio elettorale” il famoso reportage ispirato al viaggio nel collegio elettorale di Lacedonia, compiuto dal De Sanctis per sostenere la propria candidatura alle elezioni politiche del 1874/75, e ne “La giovinezza” il libro di memorie, rimasto incompiuto e pubblicato postumo. Il paesaggio irpino che accompagnò l’infanzia e la fanciullezza di De Sanctis fu tutt’uno con l’ambiente familiare e paesano che lasciò così viva traccia di sé nella memoria di lui, perpetuamente esule. (Per info 3338661366) 

Aliano, nel mare di calanchi il borgo reso immortale da Carlo Levi

Nel Parco Letterario Carlo Levi di Aliano (Matera), rivivendo emotivamente luoghi ed eventi descritti nel Cristo si è fermato a Eboli si coglie nell’opera di Levi il sentimento poetico e il suo profondo amore per la terra lucana e la sua gente. Aliano, con le sue case dalle magiche facciate dalle cui piccole finestre, occhi stregati che sormontano archi immensi come bocche, si spazia sull’infinita distesa delle argille aride, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, ed è un esempio di recupero e conservazione ambientale. Il silenzio delle montagne, la solitudine dei paesi arroccati sui monti, le infinite distese di argilla, i fiumi lenti e sornioni della valle dell’Agri e del Sauro ed ancora le leggende dei briganti, delle fate, dei lupi mannari e delle streghe sono tutti elementi che raccontano e suscitano nel visitatore le stesse emozioni di meraviglia e a stupore provate da Levi all’inizio del suo confino (Per info: Lalunaeicalanchi.it

Perdersi nei vicoli del borgo arabo della Rabatana nella Lucania di Albino Pierro 

A pochi chilometri dalla Aliano di Carlo Levi, nella collina materana, nel paesaggio lunare dei calanchi c’è il Parco Letterario Albino Pierro di Tursi (Mt). 
“Quella di Tursi, il mio paese in provincia di Matera, era una delle tante parlate destinate a scomparire. Ho dovuto cercare il modo di fissare sulla carta i suoni della mia gente”. Così Albino Pierro spiegò la svolta dialettale della sua poesia per cui venne più volte candidato al Nobel per la Letteratura. In dialetto descrive Tursi, un incredibile esempio di architettura spontanea ricca di volte, vicoli, grotte e scale, tra cui le petrizze, una ripida strada realizzata nel ‘600 da Carlo Doria con lo stesso numero di gradini di quel Palazzo Doria che a Genova venne in seguito chiamato Palazzo Tursi. In alto domina il rione della Rabatana (dal saraceno Rabat), circondato dai burroni, le Jaramme cantate dal poeta. Sede del Parco è la casa di Albino Pierro (‘u paazze), da cui si gode di una suggestiva vista sui calanchi verso il Santuario di Anglona (VII XII sec), sorto sulle rovine della colonia greca di Pandosia. (Per info centrostudi.apierro@gmail.com) 

I Viaggi sentimentali di Grazia Deledda nel Parco Letterario di Galtellì 

“Canne al vento”, il romanzo che più di tutti ha contribuito all’assegnazione a Grazia Deledda del premio Nobel nel 1926, sembra rivivere negli scorci dell’antica Galte, nei suoi colori, nei suoi sapori, nei siti archeologici e nelle suggestioni dei panorami del Monte Tuttavista e del Golfo di Orosei. Una semplice passeggiata finisce col trasformarsi in una caccia ai tanti tesori di un paese incantato ricco di antiche case restaurate ed aperte ai visitatori che vi riscoprono i verdi cortili e i tanti oggetti di uso quotidiano, testimonianze ancora vive nella memoria. Tra la Cattedrale Pisana e San Pietro, la casa delle dame Pintor, l’orto di Efix e gli eleganti palazzetti di quella nobiltà rurale decaduta ispiratrice della Deledda, a Galtellì accade ancora spesso di imbattersi in esibizioni quasi spontanee de’ Sos Tenores (Canto a Tenore) un’arte senza tempo riconosciuta dall’Unesco “Patrimonio immateriale dell’Umanità”.
Quest’estate sarà possibile rivivere bellissime rappresentazioni teatrali ispirati ai testi della Deledda, con una sorta di teatro itinerante in vari luoghi del borgo,  dove i protagonisti sono gli stessi abitanti di Galtellì.
(Per info tel. 078490005) 

In Calabria a Ferramonti di Tarsia, per non dimenticare

Non tutti sanno che anche in Calabria fu costruito durante gli anni del fascismo un campo di internamento, dove il regime rinchiuse centinaia di oppositori. Un "unico esempio di un vero campo di concentramento costruito dal governo fascista a seguito delle leggi razziali e storicamente il più grande campo di internamento italiano”.
Oggi a Ferramonti sorge un Museo Internazionale della Memoria che ricorda alle future generazioni, con una ricca documentazione, quei terribili avvenimenti, che videro detenuto un noto psichiatra e pediatra tedesco oppositore al regime nazista, Ernst Bernhard. Arrestato a Roma nel 1940 come “straniero nemico” e qui deportato, nei dieci mesi da internato – come testimoniano le Lettere a Dora - Bernhard visse con dignità ed umanità tra i suoi compagni di sventura, sostenendoli ed aiutandoli in vari modi e mantenendo fede al suo proposito di progredire nel processo autoanalitico di “individuazione” ed accettazione della sua intera personalità 
gpt skin_mobile-notizie-0