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Rocío Muñoz Morales: "Raoul, l'amore eterno e... un Natale da chef"

/pictures/2017/09/05/rocio-munoz-morales-3928362888[1713]x[715]780x325.jpeg Levati / Ufficio Stampa
La splendida attrice si racconta: "L'amore che desidero? Non smettere mai di sfiorarsi". E ci parla del prossimo cinepanettone

Incantevole e senza nessun atteggiamento da diva. Semplicità e grazia contraddistinguono ogni suo gesto. Incontriamo a Venezia Rocío Muñoz Morales, sbarcata al Lido durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, per la consegna del Premio “Kinéo International Award” a Susan Sarandon.

«Venezia mi piace e ne approfitto anche per godermi il Festival», ammette l’attrice spagnola, 29 anni. Dopo il debutto al cinema con “Immaturi – il viaggio”, set galeotto che le ha fatto incontrare il compagno Raoul Bova, papà di sua figlia Luna (2 anni, ndr), la conduzione del Festival di San Remo e la fiction “Un passo dal cielo” la carriera è ormai tutta in ascesa.

Nel cassetto per lei ci sono tanti progetti: cinema, teatro e fiction. Sarà infatti nel cast del nuovo cinepanettone di Neri Parenti. «Questa settimana inizierò a girare. Ho portato il copione con me. Forse sto facendo una follia, ma penso che sarà molto divertente». E subito dopo l’aspetta una seconda prova sul palco. «Il teatro ha rappresentato una sfida personale e anche se nessuno ci credeva è stata la scelta giusta».

Rocio Munoz Morales, l'intervista

Questa 74esima edizione del Festival di Venezia celebra l’amore, soprattutto in età matura. Secondo lei lo si può vivere anche a 80 anni?

Ci si innamora ogni giorno ed è bello farlo anche da grandi. L’amore mi completa totalmente. Non potrei vivere senza. Lo vedo ancora oggi, quando sono con i miei genitori che non la smettono di sfiorarsi anche davanti a me.  Spero anche io di ritrovarmi così. Lo desidero.

Allora crede nell’amore eterno?

Assolutamente. L’altra sera guardavo un film francese “Amami se hai coraggio” con Marillion Cotiliard e Guillaume Canet. I protagonisti vivono una storia impossibile, così decidono di essere seppelliti nel cemento e morire insieme. Quindi, non dico che vorrei essere sepolta con Raoul (Bova, ndr), ma credo in un amore anche dopo la fine della vita.

Rispetto al sociale, come sceglie i progetti da sposare?

Ci sono tante iniziative per fare beneficienza e aiutare gli altri, ma non è così facile soprattutto in questo periodo. Mi convincono, però, quei progetti che hanno un inizio e poi una fine, e che permettono un lavoro più duraturo nel tempo. Dovremmo essere tutti più attivi, metterci la faccia, attivarci e donare dei soldi a chi ha bisogno.

E’ direttamente impegnata anche nel progetto “Salute allo Specchio” che aiuta le donne a ritrovare la propria femminilità.

Sono legata a questo progetto. E’ un lavoro molto interessante che aiuta le donne, non solo per la salute trattando diversi tipi di tumori, ma restituendo loro la femminilità, la sicurezza e il sorriso quando si guardano allo specchio. Sembra banale, ma no lo è. Per una donna essere sicura di se stessa è fondamentale. Ha un valore così grande: è come trovare una cura ontologica e tornare ad amarsi.

La rivedremo nel prossimo cinepanettone con Massimo Boldi: “Natale da chef”, a dicembre 2017 nelle sale italiane.  E’ pronta?

Per me è bellissimo interpretare un film classico del cinema italiano, soprattutto da straniera, e ambientato in una Napoli difficile. Già dalla prova costume ho riso tantissimo, indossando una parrucca assurda.

Mentre al teatro quando la rivedremo?

Finisco le riprese del film e mi ributto nuovamente a teatro. Dopo l’esperienza dello scorso anno con lo spettacolo “Certe notti”, dove abbiamo affrontato il delicato tema del terremoto, torno con la commedia “Dì che ti manda Picone” con Biagio Izzo che tra l’altro sarà con me nel film di Natale.

Preferisce il teatro al cinema?

No, sono due linguaggi diversi. Però confesso che il teatro mi stimola in modo incredibile. Mi ha fatto crescere moltissimo e ho voglia di tornare a respirare insieme al pubblico.

Oggi indossa una mise semplice ed elegante, come sceglie e cura il suo look?

Ho un team che mi segue perché da sola sono veramente un casino. Scelgo cosa mettermi sempre all’ultimo minuto. E non so mai come pettinarmi. Poi mi dimentico tutto, come le scarpe a Roma. Sono un disastro, e poi con gli anni mi sono più tranquillizzata.

Prima era più ossessionata dalla sua immagine?

Assolutamente, quando ero un’adolescente anche se dovevo solo andare a prendere una Coca Cola con un amico mi truccavo per tre ore, adesso non è così.

Questa maggiore consapevolezza è anche merito anche della maternità?

L’altro giorno guardavo le repliche di “Un passo dal cielo” e quasi non mi riconoscevo, anche se l’ho fatto solo 4 anni fa. La gravidanza mi ha completamente cambiata, fisicamente, e interiormente. Ora, infatti, mi sento più completa. Mi accetto per quello che sono e non ho bisogno più di altre cose.

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