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Roma eletta città creativa per il cinema

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La città eterna conquista un prestigioso titolo, quello di città creativa per il cinema, un riconoscimento giusto per Roma che spesso è stata protagonista di film importanti

Roma città creativa per il Cinema

Roma conquista un prestigioso riconoscimento internazionale e viene proclamata dall'Unesco “Città creativa per il Cinema”, consolidando un legame da sempre unico che consente alla Capitale di entrare in un network che annovera finora 69 città in tutto il mondo che si sono distinte per le eccellenze in alcuni settori. Oltre a Roma entra anche Parma, proclamata città creativa per la gastronomia unendosi così a Bologna dentro per la musica, Fabriano per Crafts and Folk Art e Torino per il design.

Roma, città eterna amata dai registi italiani e internazionali, ha un rapporto speciale con la settima arte. I film ne hanno raccontato la storia, il carattere, il cambiamento dei costumi. I vizi e  le virtù del romano, dell’italiano medio. Non solo, qui è nata Cinecittà, i primi studios del mondo che hanno ospitato grandi registi come Martin Scorsese e Francis Ford Coppola. I suoi luoghi magici, nascosti e amati, sono stati scoperti attraverso la macchina da presa di maestri come Federico Fellini, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Ettore Scola, Mario Monicelli, Carlo Lizzani e tanti altri ancora.

Spiata e ripresa da ogni angolazione possibile. Roma ha donato al cinema il suo illustre passato, i suoi monumenti leggendari e un fascino unico, ma anche i suoi divertenti cittadini che si sono dimostrati attori unici per la loro spontaneità come Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Anna Magnani e Carlo Verdone. Roma onirica e incantata. Sfondo di bellezza. Roma è amarsi al Pincio, sotto il suo cielo così azzurro, luminoso e inteso. Roma è il primo bacio davanti al Cupolone.

Roma e le sue stelle che fanno innamorare tutti, palpitare i cuori con incontri rubati, vissuti e immortalati in pellicole immaginifiche. Chi non ricorda nella "Dolce vita" di Federico Fellini, Anita Ekberg gridare dalla Fontana di Trevi “Marcello come here" invitando il bel Mastroianni a farsi il bagno con lei. E forse, pochi sanno che le prime immagini sono state girate all'Eur e poi proseguite in Via Veneto, diventato luogo di culto per gli attori e le celebrità di quel tempo.

Roma al cinema

Scene eterne, scolpite nella memoria collettiva che ormai da sempre hanno legato, indissolubilmente, Roma al cinema mondiale. Come Gregory Peck e Audrey Hepburn abbracciati stretti sulla vespa in "Vacanze romane" di William Wyler sullo sfondo di Trinità dei Monti. Il Cinema che, da parte sua, ha contribuito ad aumentare l’immensa fama della Città Eterna. Negli studi di Cinecittà si sono formate le maestranze e i tecnici tra i più bravi nel mondo per i quali registi e produttori venivano dagli Stati Uniti e dal resto d'Europa per lavoraci assieme. La famosa Hollywood sul Tevere.

Girare a Roma significava esaltare la potenza di un popolo antico come avvenne per Elizabeth Taylor in "Cleopatra" accanto all'Arco di Costantino oppure per "Spartacus" di Stanley Kubrick. Poi venne il tempo del neorealismo e ne divenne il simbolo con la pellicola “Roma città aperta” di Rossellini, girata, in condizioni precarie, al Prenestino subito dopo la liberazione della Capitale. Immortale la drammatica scena dell'uccisione di Anna Magnani che esce di corsa da un portone di via Montecuccoli. E poi il cinema scoprì i quartieri popolari. Al Tufello, De Sica girò "Ladri di biciclette".

A Pietralata, dove abitava, Pasolini girò "Accattone". A Campo dei Fiori, nel 1953, si muovevano personaggi come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Per le strade del ghetto passeggiava Alberto Sordi nel film di Steno "Un americano a Roma" per poi salire in cima al Colosseo. Alla Garbatella,  Nanni Moretti con "Caro Diario" sfrecciava con la sua vespa per il quartiere trasformandolo in uno dei luoghi più apprezzati al di fuori dei rioni del centro storico. A piazza del Popolo, Scola ha battuto il primo ciack di "C'eravamo tanto amati”. A Piazza Navona Dino Risi ha girato le scene di "Poveri ma belli".

Mentre sulla scalinata di Viale Glorioso, subito fuori Trastevere, a Monteverde, Sergio Leone giocava con gli amici confessando in un'intervista: “Ho vissuto come in un'arena. Dalla scalinata che chiude la strada, venivamo giù a toboga con delle tavole di legno. Ci facevamo pipì sopra, perché scivolassero meglio. Facevamo a sassate, ci battevamo contro quelli di Monteverde. Era la nostra via Pal, e avrei voluto farne un film. Scrissi una sceneggiatura, ma il mio amico Fellini mi bruciò sul tempo. I suoi ricordi, diventati quel capolavoro che è i Vitelloni, erano troppo simili ai miei. Lasciai perdere quel copione, non ne feci più niente”.

A Roma hanno lavorato tutti. Dalle star internazionali come Orson Welles, Gregory Peck, Leonardo DiCaprio, Daniel Graig nell’ultimo 007 “Spectre”, fino a "La Grande Bellezza", che nel 2013 ha regalato all'Italia un Oscar. Tutti sono passati per le vie di Roma, per le sue piazze, le chiese e i palazzi. Tutti, ma proprio tutti, dai registi, agli attori alle persone “very normal” perché Roma è un sogno che ci regala forti emozioni, fuori e dentro il cinema.

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