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Smetto quando voglio – Masterclass, la banda dei ricercatori torna al cinema. La nostra recensione e i poster in esclusiva

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Abbiamo visto in anteprima Smetto quando voglio – Masterclass, il secondo film dell’avvincente saga di Sydney Sibilia. Ecco la nostra recensione e i poster di Greta Scarano e Valeria Solarino in esclusiva

Smetto quando voglio - Masterclass Film

Li avevamo lasciati dopo una rapina in farmacia, con Pietro Zinni in carcere ed il resto della banda sotto processo. Ma davvero pensavate che non avremo più rivisto la banda dei ricercatori più scapestrata ed esilarante del cinema italiano? A 3 anni dall’uscita di Smetto quando voglio, la banda criminale più “geniale” di sempre sta per tornare nelle sale, dal 2 febbraio, in Smetto quando voglio – Masterclass. E non è tutto, perché questo sarà solo il secondo film di una trilogia che si concluderà con Smetto quando voglio – Ad Honorem, pellicola in lavorazione.

Nel primo film diretto da Sydney Sibilia, Pietro Zinni (Edoardo Leo) e i suoi colleghi, tutti ricercatori universitari falliti e squattrinati, avevano creato una droga legale, diventando in breve tempo una tra le bande di spacciatori più ricche e temute di Roma, nonché dei veri e propri criminali, presto scovati e fermati dalla polizia. Ed è proprio un ispettore di polizia, in questo secondo capitolo di Smetto quando voglio, a spingere Pietro Zinni, neurobiologo, Alberto Petrelli, maggior esperto di chimica computazionale d’Italia, Arturo Frantini, archeologo, Giorgio Sironi e Mattia Argeri, laureati in semiotica interpretativa ed epigrafia latina, Bartolomeo Bonelli, macroeconomo dinamico, Andrea De Sanctis, antropologo culturale e Lucio Napoli, dottore in ingegneria meccatronica, a riunirsi, però dalla parte della legge.

Ma a completare la banda dei ricercatori in Smetto quando voglio - Masterclass, servono anche un avvocato, Vittorio (Rosario Lisma), laureato in diritto canonico e un esperto di anatomia, Giulio Bolle (Marco Bonini), rientrato dalla Thailandia, dove era andato in cerca di fortuna.

Smetto quando voglio - Masterclass, la trama

Pietro Zinni è ormai in carcere, Alberto Petrelli ai servizi sociali e il resto dei ricercatori, che ormai non sono più una banda, continuano a fare, più o meno, la propria vita, in attesa del processo. A stravolgere le loro vite, però, arriva Paola Coletti (Greta Scarano), giovane ispettore dell’antidroga, impegnata nello smascheramento delle cosiddette smart drugs, ossia di quelle droghe ancora ritenute legali dal Ministero della Salute.

E chi meglio della squadra dei ricercatori potrebbe scovare in breve tempo i produttori di tali sostanze stupefacenti? L'ispettore di polizia Paola Coletti chiede, così, al neurobiologo Zinni, in carcere, di riformare la sua squadra di laureati: la banda dovrà risalire a 30 smart drugs e in cambio avrà la fedina penale pulita. Pietro Zinni potrà finalmente tornare dalla moglie Giulia, che è in procinto di partorire un bambino, e tutti gli altri potranno finalmente ritenersi liberi. Un piano avvincente, coinvolgente, ma non privo di colpi di scena, che, dopo essere riuscito a riunire i ricercatori della Sapienza, dopo aver fatto riporre a tutti loro fiducia nelle istituzioni, dopo aver fatto respirare aria di libertà, mostrerà l'amaro risvolto della medaglia.

Smetto quanto voglio - Masterclass, Recensione

Rispetto al primo capitolo della saga, il film diretto da Sydney Sibilia mischia la commedia all’italiana con il cinema d’azione americano. Tra scazzottate su treni in corsa, sparatorie nelle periferie di Roma, furti nei laboratori universitari, avventure su sidecar della seconda guerra mondiale - con tanto di svastiche e caschi originali del Terzo Reich - e, ovviamente, astruse formule chimiche, Pietro Zinni (Edoardo Leo), Alberto Petrelli (Stefano Fresi), Mattia Argeri (Valerio Aprea), Arturo Frantini (Paolo Calabresi), Bartolomeo Bonelli (Libero De Rienzo), Giorgio Sironi (Lorenzo Lavia), Andrea De Sanctis (Pietro Sermonti), Giulio Bolle (Marco Bonini), Lucio Napoli (Giampaolo Morelli) e Vittorio (Rosario Lisma) si butteranno a capofitto in un'impresa da brivido, quel brivido che non provavano dai tempi della creazione della molecola stupefacente del primo film.

“I copioni che leggiamo in Italia solitamente sono un po’ più normali di quelli americani, ma quando leggi che c’è da fare a cazzotti con Luigi Lo Cascio su un treno, che devi guidare un sidecar nazista con Stefano Fresi sulla Cristoforo Colombo, pensi che questa volta è finalmente toccato a te di fare cose incredibili ed è un’occasione imperdibile”, ha detto Edoardo Leo in conferenza stampa. “Far conciliare azione e commedia all’italiana era il nostro intentoha sottolineato il regista Sydney Sibilia e sono molto orgoglioso di tutto il film”.

Smetto quando voglio - Masterclass, le protagoniste

Sebbene la maggior parte del cast di Smetto quando voglio – Masterclass sia al maschile, le donne presenti sono fondamentali per lo svolgimento e lo sviluppo della storia. Da una parte c’è Giulia (Valeria Solarino), moglie di Pietro Zinni (Edoardo Leo), incinta e in procinto di partorire, che ha di fronte un uomo inaffidabile, che continua a raccontarle bugie.

Dall’altra c’è Paola Coletti (Greta Scarano), ispettore in carriera, ragazza determinata e piena di entusiasmo che, però, ad un certo punto, sarà costretta a fare un passo indietro, proprio per salvaguardare quella carriera a cui tanto tiene.

Piccola parte, seppur importante nel film, è interpretata, infine, da Giusy Buscemi, giornalista freelance di un piccolo blog che, con caparbietà e grinta vuole vederci chiaro e capire quale sia la pista che la polizia sta seguendo per arrestare i produttori di smart drugs.

Smetto quando voglio - Masterclass, il fumetto di Recchioni e Bevilacqua

Le novità di Smetto quando voglio – Masterclass, però, non sono solo sul grande schermo, perché i protagonisti del film sono diventati anche i personaggi di un fumetto, disponibile in edicola con La Gazzetta dello Sport. Dietro questo comics ci sono due grandissimi nomi del fumetto italiano e quando diciamo grandissimi non stiamo esagerando. La scrittura è affidata a Roberto Recchioni, mente creativa di ormai così tanti progetti che se ne è perso il conto, "responsabile" del rinnovato successo di Dylan Dog;  i disegni sono invece opera di Giacomo Bevilacqua, papà di A Panda piace e autore di uno dei fumetti di maggiore successo della passata stagione, Il suono del mondo a memoria edito da Bao, casa editrice di riferimento per chiunque ami l'arte della graphic novel.

“È una figata pazzesca”, ha detto Stefano Fresi riferendosi al fumetto di Smetto quando voglio. E, sebbene Giampaolo Morelli, non abbia ancora capito perché lo abbiano disegnato biondo, il progetto fumettistico è tra gli aspetti che più riempiono d’orgoglio attori e regista: “L’idea che i personaggi che ho creato occupino le pagine di un fumetto mi riempie d’orgoglio – ha dichiarato Sibilia – e mi fa venire voglia di fare il ganzo con i miei amici”.

Smetto quando voglio - Masterclass, il trailer

 

Smetto quando voglio – Masterclass, tutte le info

Film in Uscita Cinema Inverno 2017

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