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Sully: recensione e trama del film di Clint Eastwood

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La recensione e la trama di Sully, il film di Clint Eastwood con Tom Hanks presentato all 34esimo Torino Film Festival

Sully Film

Sono pochi i registi che riescono a inquadrare al meglio la società in cui vivono. Clint Eastwood ci riesce per la seconda volta di fila raccontando gli Stati Uniti d’oggi in Sully subito dopo American Sniper. Il film offre uno spaccato della società americana, divisa tra il desiderio di avere un eroe comune e l’esigenza di trovare un colpevole.

Sully, la trama

Sully con protagonista un Tom Hanks per cui si parla di Oscar e Golden Globe racconta infatti la storia vera di Chesley “Sully” Sullenberger, il pilota d’aviazione civile che il 14 gennaio 2009 salvò 155 passeggeri da un disastro aereo, facendo atterrare il volo di linea partito dall’aeroporto La Guardia di New York sul fiume Hudson.

Avendo “semplicemente” svolto il proprio lavoro Sully diventa un personaggio popolare, che porta però il peso di quell’eroico gesto, soprattutto quando comincia il processo sulle cause dell’incidente aereo.

Sully, la recensione

Clint Eastwood riesce ad immortalare quel bisogno di appartenenza e la necessità di avere un eroe da omaggiare, portando sullo schermo quel senso di gratitudine e riconoscenza dei cittadini di una New York ancora provata dagli attentati dell’11 settembre. Attraverso le storie dei passeggeri sopravvissuti, che non servono come mero espediente per far sciogliere in lacrime lo spettatore, Clint Eastwood mette in luce un sistema che è pronto a giudicare quello che non ha vissuto, solo per trovare un’alternativa possibile, un cavillo, un errore umano, onde evitare il pagamento dell’assicurazione. E al centro di processo c’è un uomo come tanti, divenuto eroe per caso, che vive il peso di quella decisione che lo ha segnato per sempre.

Ed è proprio lui, il vero protagonista, il pilota Chesley "Sully” Sullenberger, che ha presentato il film a Torino, raccontando come fosse stato difficile riascoltare le registrazioni la prima volta che ha avuto modo di riascoltare la sua voce e le decisioni che ha dovuto compiere in pochi istanti. “Con i membri del mio equipaggio, a distanza di tanto tempo da quel giorno di gennaio del 2009, mi sono augurato che nulla fosse mai successo. L’ammaraggio è riuscito, ma abbiamo vissuto un’esperienza traumatica” ha raccontato il pilota, che ha aggiunto: “la mia preoccupazione è stata che tutti i passeggeri a bordo lasciassero sani e salvi l’aeromobile. Non ci addestrano che i capitani debbano essere gli ultimi a lasciare l’aereo. Per me è stato spontaneo, è stato doveroso farlo”.

Un esempio di integrità morale difficile da immaginare in Italia andando ad analizzare alcuni fatti, uno in particolare, del nostro recente passato, dove un Capitano fu il primo ad abbandonare la nave.

Per quanto riguarda invece la questione politica legata alle elezioni presidenziali “Sully” ha dato ancora una volta prova di essere un uomo dai grandi valori morali: “I miei valori non sono né repubblicani né democratici, e neanche americani, sono valori umani, quelli in cui ho creduto che che mi hanno sostenuto per tutta la vita. Una delle cose a cui tenevo maggiormente è il messaggio del film, ovvero che ognuno di noi è debitore nei confronti degli altri individui, e per questo c’è bisogno di conservare una grande umanità. La generosità reciproca è alla base della vera civilizzazione”.

Sully, il trailer

 

Sully, informazioni utili sul film

  • Durata: 95 minuti
  • Data di uscita: 1 dicembre
  • Distributore: Warner Bros
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