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Testi Sanremo 2017: un viaggio semiserio fra le canzoni big del 67° Festival della canzone italiana e tutti i link

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Sei pronto per cantare. Hai in mano il Tv Sorrisi e Canzoni di ordinanza con i testi di Sanremo 2017. Ma li hai letti?

Testi Sanremo 2017

I testi di Sanremo: quando escono è come Natale e Capodanno, uno di quei periodi dell'anno che si aspettano con le stelline negli occhi. E finalmente quel momento è arrivato: i testi di Sanremo 2017 sono stati stampati sul numero speciale sanremese di Tv Sorrisi e Canzoni che, sgualcito e stropicciato già fra due giorni, ci farà compagnia nei mesi a venire per le nostre serate di karaoke pazzo e conserveremo assieme a tutti gli altri nel nostro personale altarino dedicato al Festival di Sanremo.

Vai subito a: Link di tutti i testi di Sanremo 2017, la lista

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Ebbene sì: i testi di Sanremo 2017 sono pubblici e possiamo finalmente spulciarli in attesa di conoscere anche la melodia delle canzoni mai più senza, che faranno compagnia a un nuovo anno imperdibile di friendzone e lacrime. Ma vediamo i punti più mirabili di questi testi sacri per arrivare al festival di Sanremo 2017 pronti, ma che dico pronti, prontissimi, ma che dico prontissimi, livello Carlo Conti.

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Ecco il meglio e il "meglio ancor di più" dei testi del Festival di Sanremo 2017, suddivisi per tipologia e categoria socio-psico-pedagogica del suddetto testo. Perché Sanremo è Sanremo, ma i testi di Sanremo sono ancora più Sanremo di tutto il resto!

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Categoria: Sole, cuore e amore (a lieto fine)

Categoria regina del Festival per antonomasia, comprende tutti quei testi che narrano d’amor ch’a nullo amato amar perdona a lieto fine, ove quindi lui e lei, lei e lui, lei e lei o lui e lui vissero per sempre felici e contenti (o almeno, fino al prossimo Sanremo).

Esempi mirabili di tale categoria sono sicuramente il testo di Albano (Di Rose e Di Spine) di cui riportiamo un pregevole e mirabolante estratto

Io ti amo sempre più
Io ti amo ancor di più

Notate amici la melodia che si inerpica in questi versi ch’appaiono semplici agli occhi più ingenui ma nascondono per chi li sa trovare infiniti abissi di perduto amore romantico. Sulla stessa scia di gioioso amore a lieto fine si instrada “Ora esisti solo tu” di Bianca Atzei, che fra i numerosi pregi di cui si fregia ha il dono impareggiabile di essere corta e regalarci visioni idilliache come questa

E dico senza vergognarmi, che questa volta è quella giusta
Amore prendimi per mano, voglio correre veloce, come due pazzi verso il sole 

Secondo i bookmakers per la friendzone non dovremo aspettare nemmeno il prossimo Sanremo.

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Categoria: Sole, cuore e amore (che ahinoi finisce male)

Ma come la vita purtroppo ci ha insegnato non tutto va bene, basti pensare al matrimonio fra Angelina Jolie e Brad Pitt o alla torta che volevate fare stamattina.

E così a Sanremo troveremo anche testi di fragile tenera triste poesia, cuori infranti che non riescono a farsene una ragione, amori che se ne vanno e lasciano il posto a quel vuoto narrato nei secoli da poeti e cantori come poeti e cantori sono i nostri cantanti di Sanremo. Non ci credete?

Mirate questa rima da antologia, persino coraggiosa nel suo spiazzante richiamare immagini mai esplorate prima. Elodie in “Tutta colpa mia” (mettiamo subito le mani avanti eh?) canta uno struggente

Che lentamente scivola come pioggia su di me

No! Dai! Scivola come pioggia su di te! Ma non mi dire.

Meglio di lei fa solo Giusy Ferreri, che spazza via ogni forma di speranza persino nel titolo della canzone, per dare a noi tutte una ventata di ottimismo

Fa talmente male

Vorrei sentirti dire
Che a tutto ci sarà una soluzione
Non sento più il rumore della voce
Il tuo silenzio è già fatale
Ogni istante fa talmente
Fa talmente male. 

Pensate che il titolo di questa canzone doveva essere “Mainagioia”, ma è stato scartato perché troppo allegro.

Categoria: Sole, cuore e amore malandrino (hot)

Stanotte ho aperto
Uno spiraglio nel tuo intimo
Non ho bussato
Però sono entrato piano.
(Alessio Bernabei, Nel mezzo di un applauso). 

No, non siete le uniche che hanno pensato male.

Categoria: Testi socialmente utili

Ma Sanremo non è solo sole, cuore e amore in varie salse. No. È denuncia sociale, racconto dei problemi di un’intera nazione, ma soprattutto gruppo di autoaiuto in diretta con milioni di spettatori per cantanti e autori di canzoni.

Fiorella Mannoia, per esempio, ci spiega cosa fare quando ci sentiamo un po’ giu’ perché ce n’è capitata una di troppo, per dire, o magari non crediamo molto in noi stesse, o per dirlo con le originalissime parole dell’incipit di questa canzone, perché abbiamo

sbagliato tante volte nella vita

(prevediamo che il premio originalità di questo Sanremo 2017 sarà difficilissimo da assegnare). Dopo una carrellata più o meno drammatica di sfighe che ti possono capitare, carrellata che ha l’effetto di farti correre alla più vicina fonte d’amara cicuta, ecco che la Mannoia apre la porta alla speranza.

Cosa fare se la vita non solo ti sorride, ma se arrivi scappa via a gambe levate urlando, manco ti avesse visto con la maschera verde al cetriolo addosso?

Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta 

L’ultimo consiglio me lo dava sempre anche mia nonna.

La palma di testo socialmente utile di Sanremo 2017 va tuttavia a Ermal Meta, che con la sua Vietato Morire (E mò me lo segno! Cit) spiega da uomo a donna come evitare la violenza di genere e lo fa con versi come questo

Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero 

Che evocano immagini abbastanza bizzarre in cui bambini petulanti fanno domande senza senso a una maestra, peraltro in coro.

Non ne avete abbastanza? Sicuri? Perché ora, come diceva il redivivo Guy nell’albo numero 4 di Dylan Dog: “Qui finisce la tua vita, e comincia… l'orrore”

Categoria: Samuel dei Subsonica, ma cosa hai fatto?

Perché l’hai fatto? Recitava una famosissima canzone di Paolo Mengoli che oggi vorremmo dedicare al buon Samuel di nome DeiSubsonica di cognome, qui orribilmente monco di cognome e pertanto solo Samuel (ma un cognome vero non ce l’ha?)

Perché l’hai fatto Samuel? Diremmo potendolo vedere in faccia, lui che a Sanremo porterà Vedrai, della quale vi citerò solo l’incipit, perché nonostante tutto non meritate tutto questo

Se siamo ancora qui
Vuol dire che un motivo c’è 

Magari non è nemmeno ambientata a Torino! Non ci posso pensare.

Categoria: Eh? Ma chi?

La categoria dedicata a chi, come noi, invecchiando ha perso il polso di tutti questi nuovi cantanti che popolano l’affollato palco dell’Ariston, oltre che le nostre radio.

Noi, che alla lettura della lista dei cantanti big di Sanremo, dopo Albano, abbiamo accompagnato ogni nome con uno spaesato “Ma questo chi è?” pure per Nesli e Alice Paba, pensando fosse un nome unico (“Nesli e” di nome “Alice Paba” di cognome).

Ora vi spieghiamo chi sono e cosa cantano, così non sfigurerete con i vostri nipotini, i vostri figli, i vostri cugini e financo i vicini di casa un po’ molesti che con la scusa dello zucchero vi scroccano Sanremo.

Fabrizio Moro (Portami via): simpatico giovane di bell’aspetto con cui vedreste bene fidanzata vostra nipote. Fino a quando non canta cose come

Dalle ostilità dei giorni che verranno
Dai riflessi del passato perché torneranno
Dai sospiri lunghi per tradire il panico che provoca l’ipocondria

quindi capite che è uno quelli che suonano le chitarre al centro sociale e cambiate idea.

Francesco Gabbani (Occidentalis Karma):

Essere o dover essere
Il dubbio amletico
Contemporaneo come l’uomo del neolitico.
Nella tua gabbia 2x3 mettiti comodo.
Intellettuali nei caffè
Internettologi
Soci onorari al gruppo dei selfisti anonimi.
L’intelligenza è démodé
Risposte facili
Dilemmi inutili.
AAA cercasi (cerca sì)
Storie dal gran finale
Sperasi (spera sì)
Comunque vada panta rei 

Anche a lei e famiglia, figliuolo. 

Nesli e Alice Paba (Do retta a te): Appurato che sono due persone diverse ma non fanno 40 anni in due, sicuramente passeranno alla storia per l’invenzione di una rima che entrerà negli annali, come “cuore amore” ma più neorealista

Do retta al tempo che tutto lava
Che fa sbiadire quanto mi amava

Lava/Amava. Il mondo non sarà più lo stesso.

Categoria: Gigi D’Alessio

I grandi meritano sempre una categoria a parte, e Gigi D’Alessio è un grande.

Fine della frase.
Ti giuro, la frase è finita.

Tutti i testi di Sanremo 2017 su Tv Sorrisi e canzoni

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