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L'Allieva 2: Giorgio Marchesi "senza filtro"

/pictures/2018/11/15/l-allieva-2-giorgio-marchesi-senza-filtro-1441058417[799]x[334]780x325.jpeg Ufficio Stampa
Sergio Einaudi "più amato del previsto", il cyber bullismo, l'importanza di uscire a cena e Lino Guanciale con barba e baffi: Giorgio Marchesi ci parla del successo de L'Allieva 2 e del perché qualcuno lo accusa di essere un "Old Style Man"

Giorgio Marchesi

La cosa più difficile di questa intervista a Giorgio Marchesi è stata trovare un titolo in grado di rendere merito alla bella chiacchierata che abbiamo avuto modo di fare, su L'Allieva 2 ovviamente, ma anche sulla rete e sui rischi di un mondo sempre più sconnesso fra reale e virtuale, sui giovani che devono affrontarlo e su noi, che siamo nati a cavallo fra due mondi e iniziamo a ritenerlo perfino una gran fortuna.

Questa è stata l'unica difficoltà, dicevo, perché Giorgio Marchesi quando ci parli è una persona alla mano, che ti ascolta, che risponde con pazienza (ho la tendenza alla domanda lunga) mentre sta andando - in metro - alle prove per lo spettacolo teatrale "7 anni", in scena al Teatro Argot Studio dal 5 al 23 dicembre.

Giorgio Marchesi, ora in tv nei panni di Sergio Einardi ne L'Allieva 2, è un attore classe 1974 amatissimo dal pubblico italiano, pioniere prima e veterano poi della fiction italiana di successo, a partire da Un posto tranquillo, passando per Elisa di Rivombrosa 2, per arrivare a I Medici 3.

Un cammino mai piatto il suo, sulla lunga strada di mattoni gialli della serialità tricolore: risoltuto e dolce come Marco che ha restituito l'amore a Maria, la nipote nazionale di Un medico in famiglia, ma anche serio e austero ne i Braccialetti 3, assassino gelido e calcolatore di Sorelle e infine misterioso antagonista guancialiano de L'Allieva

Un professionista, insomma, anche se il pubblico - scopriremo - è ancora in grado di stupirlo. 

Giorgio Marchesi, alias Sergio Einardi nella seconda fortunata stagione de L'Allieva, siete contenti di come il pubblico sta rispondendo a queste nuove puntate? Spesso è difficile bissare successi importanti come quello de L'Allieva: qual è il segreto di una fiction così amata dal pubblico, secondo te?

Credo anzitutto per il suo tono leggero, quell'ironia che aiuta a non appesantire le serate degli italiani. Poi sicuramente è un'ottima commistione di generi: c'è la linea romantica, quella del giallo da risolvere, il rapporto con la famiglia e gli amici, un "mondo" che diventa la chiave del suo successo e del suo rapporto felice con il pubblico.  

Merito anche del tuo rapporto con Guanciale e la Mastronardi: sembrate un trio abbastanza affiatato, e dalle interviste che ho letto traspare una grande stima soprattutto fra voi. Ci racconti un aneddoto particolare del set?    

Quelli più divertenti non posso raccontarli (ride Ndr), però sicuramente le trasformazioni per le visioni di Agnese sono state le cose tra le più divertenti da vivere, da fare (e ne arriveranno altre!). Quando tu arrivi sul set e magari non lo sai, e ti trovi con Lino con i baffi e la barba e Alessandra vestita da principessa, tutta quella parte di traformazione è stata divertente e foriera di imitazioni, scherzi, divertimento puro: ogni tanto in questo lavoro serve.

Sei molto attivo in rete e hai tra le altre cose una pagina Facebook viva e seguita anche da te in prima persona. Quando in Sorelle hai (SPOILER!) "ucciso" Elena, sui social hai ricevuto anche qualche commento piccato, per non dire proprio qualche insulto: ti è mai capitato di essere "scambiato" per il personaggio che interpreti?

In realtà sta succedendo anche oggi, e mi fa piacere essere ritenuto social (anche se spesso mi accusano del contrario): mi sembra un modo per entrare in contatto con il pubblico, cosa prima non sempre possibile, non con tutti almeno.

Qualcuno un po' tende a non distinguere, a seconda del tuo ruolo: se interpreti un buono ti ritengono buono, mentre ora che ho ruoli più "controversi" vedo che può esserci un atteggiamento diverso.

Per Einardi poi, inviso alle fan di CC, mi ha addirittura stupito constatare come ci siano tante telespettatrici che fanno il tifo per lui: in un sondaggio in rete ho letto addirittura il 30%!

A proposito di social e rete, oggi sembra quasi che siano diventati più importanti della vita vera: cosa pensi di questo mondo sempre più connesso, e come ti poni con la tua presenza in rete, personale e professionale? Per esempio, hai imposto delle regole ai tuoi figli (ne ha due, dalla compagna attrice Simonetta Solder) per il loro rapporto con la tecnologia, come fanno in molti?

In questo sono accusato di essere un old style man, ma credo che non sia tanto la tecnologia a dover preoccupare, quanto più una sorta di tentativo di tenere le nuove generazioni lontane dalla realtà. I ragazzi, e non solo loro, sembrano sempre più soli. Scherzavo con mio figlio dicendogli - riferendomi a quella famosa app per ordinare il cibo a domicilio - 'Ci mancava soltanto quello! Già si va di meno al cinema e al teatro, ma almeno la cena fuori era un classico, se ci portano anche quella a casa è finita!'.

Oltre lo scherzo, io cerco di fargli capire che isolarci sempre di più, non uscire di casa di giorni perché si ha tutto, è un rischio. Che prendere in mano una racchetta da tennis e qualcosa che lo sembra ma non lo è, è diverso. Secondo me proprio il rapporto reale-virtuale, più della tecnologia, è una grandissima scommessa per le nuove generazioni.

Prendiamo per esempio i filtri che modificano le foto: sono anche un filtro alla realtà e alla tua percezione di te stesso, e c'è quindi un aspetto psicologico importante, perché cosa succede quando da dietro la tastiera passi alla vita reale? Quando devi rapportarti agli altri senza quei filtri a "difenderti"?

Mi è capitato di seguire alcuni associazioni per sensibilizzare sul tema del bullismo: una volta per aiutare qualcuno si poteva, per esempio, quanto meno allontanarlo dalla situazione abusiva, portarlo altrove. Ora con il cyberbullismo sei seguito ovunque, una volta che una cosa è in rete è per tutta la vita. Perciò io cerco di dare delle regole, cerco di far capire loro che la tecnologia deve essere una parte della vita, fatta anche da altre cose. 

Dove ti vedremo prossimamente?

Adesso sto facendo le prove per 7 anni, uno spettacolo che andrà in scena al teatro Argot dal 5 al 23 dicembre, a Roma. Poi uscirà L'Aquila grandi speranze, una serie per la regia di Marco Risi. Ho finito di girare I Medici 3, un ruolo che mi ha fatto molto piacere interpretare, e poi ho una piccola partecipazione in un film per la tv tratto da un racconto di Camilleri, La stagione della caccia. Da bergamasco, quando mi hanno proposto una cosa scritta da Camilleri, sono impazzito!

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