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Come combattere l'alito cattivo con l'omeopatia

Come combattere l'alito cattivo con l'omeopatia | Il segreto per sentirsi bene e a proprio agio con gli altri? Un respiro fresco e gradevole. Ecco tutti gli accorgimenti per prendersi cura della salute della nostra bocca grazie all'aiuto “dolce” dell’omeopatia

Come combattere l'alito cattivo con l'omeopatia

Una serata di lavoro importante, una cena tra amici in cui probabilmente ci sarà anche quella persona speciale di cui ti hanno tanto parlato, il primo appuntamento a due con quell’uomo affascinante…sono tante le situazioni della vita sociale che ci richiedono di essere il più possibile impeccabili.
E il primo biglietto da visita per presentarci e sentirci a proprio agio è sicuramente il sorriso, non solo inteso come una bocca curata, ma anche come respiro fresco e gradevole, frutto di una igiene orale perfetta.
 
Facile a dirsi, ma la realtà è ben diversa, dato che molte persone si trovano a che fare con un disturbo che spesso arriva a compromettere la vita di relazione: la bromopnea, conosciuta più comunemente come alitosi.

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Un disturbo per cui non si hanno stime precise ma che, in base alle evidenze enunciate da Aira – Associazione Italiana per la ricerca sull’alitosi, riguarda indicativamente la metà della popolazione.
 
Di cosa si tratta esattamente? Quali sono le cause più comuni e i rimedi più indicati? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Valentina Petitto, farmacista a Roma, Dottore di ricerca in Scienze Botaniche. 
 

L’alitosi: identifichiamo il disturbo

“Si tratta di un disturbo molto particolare – dice la Dott.ssa Petitto –, determinato da diverse cause, tra le quali problemi di digestione e legati al cavo orale, in particolare le infezioni batteriche delle gengive, dei denti e della lingua. Esistono due diverse tipologie: nella maggior parte dei casi l’alitosi è transitoria, e si manifesta solo in alcuni momenti della giornata, mentre in altri casi il disturbo persiste anche dopo un’igiene orale approfondita e può essere legata a patologie sistemiche”. 
Proprio per questo motivo l’alitosi richiede una diagnosi precisa. “Generalmente si tratta di un disturbo correlato a un’igiene orale poco accurata – prosegue la Dott.ssa Petitto –. I batteri si annidano negli spazi tra un dente e l’altro, determinando la produzione di composti volatili, principali responsabili dell’alito cattivo”.
 
Non solo, il disturbo può essere anche di natura psicologica e legato alla poca sicurezza di sé, quando per esempio una persona è convinta di avere un alito  gradevole, ma in realtà non è così. 

Come intervenire: l’igiene orale

“Tante persone vengono in farmacia chiedendo dei prodotti o dei preparati per un respiro fresco e sano, e si rivolgono a me e ai colleghi per avere consigli su come agire in questi casi – prosegue la Dott.ssa Petitto –. Prima di tutto è molto importante procedere con un’igiene orale accurata e approfondita, lavandosi i denti almeno 3 volte al giorno e dopo ogni pasto principale, ricorrendo anche al collutorio e al filo interdentale.
Come prodotti consiglio generalmente dentifrici a base di sostanze naturali come Homéodent, che aiuta a eliminare la placca batterica senza danneggiare lo smalto, contribuendo in parallelo a prevenire la formazione della carie, grazie alla formula che associa due sali di fluoro, monofluorosfato di sodio e fluoruro di sodio”. 

Come intervenire: un esempio di terapia omeopatica e rimedi fitoterapici

“La terapia omeopatica può essere molto utile, in associazione a una corretta igiene orale e a un’alimentazione equilibrata, in caso di alitosi – dice la Dott.ssa Petitto –. Consiglio generalmente Carbonicum acidum 5 CH, un medicinale omeopatico che può dare un importante contributo nelle gengivostomatiti e in presenza di ulcerazioni gengivali. La posologia è di 5 granuli per 2 volte al giorno. Molto utili sono anche Mercurius solubilis 9 CH (5 granuli una volta al giorno), e Nux vomica 5 CH (5 granuli per 3-5 volte al giorno). 

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Per un alito fresco e sano consiglio anche un drenaggio fitoterapico con tintura madre di tarassaco (che svolge un’azione decongestionante a livello del fegato), carciofo (protettore e regolatore della funzione epatica), e fumaria: 10 gocce di ognuno in mezzo bicchiere d’acqua, prima dei pasti principali per circa 20 giorni, ricordandosi di trattenere il liquido in bocca per qualche secondo e poi deglutire. 

Un aiuto in più: gli alimenti “amici” di un alito fresco

In caso di alitosi è opportuno evitare il più possibile i cibi che possono appesantire l’organismo e rendere la digestione difficoltosa, come per esempio lo zucchero bianco, i dolciumi, i piatti eccessivamente raffinati ed elaborati. Via libera invece a cereali integrali, verdura, frutta non acida, alimenti ricchi di proteine, ma ad elevata digeribilità come uova e pesce fresco. 
 
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